Le giornate si accorciano, fa freddo e molte volte le temperature calano sotto lo zero: l’orto rallenta, si vede subito. A dicembre, la terra nelle regioni del Nord si indurisce per colpa delle gelate e seminare direttamente diventa quasi un’impresa. Chi coltiva per passione spesso decide di mettere in pausa le coltivazioni attive, dedicandosi più che altro a pianificare il futuro. Insomma, l’attenzione si sposta da un lavoro pratico a uno più riflessivo, che però, guarda un po’, ha un ruolo fondamentale per i mesi a venire.
Certo, non tutte le verdure si fanno mettere ko dal freddo: alcune varietà resistono bene – purché il gelo non duri troppo o sia troppo aggressivo. Dove il clima è più clemente, o se si ha la fortuna di usare serre o tunnel, dicembre riserva ancora qualche chance per intervenire direttamente. Le cosiddette serre fredde, per esempio, creano un piccolo microclima più ospitale; tengono la temperatura un filo su e proteggono le piante dagli sbalzi termici, che son sempre un problema.
Quando il terreno è gelato, seminare diventa complicato ma anche rischioso: il suolo non si lavora come si dovrebbe, e si rischia davvero di rovinare tutto. Però, chi non vuole proprio aspettare, prova con ortaggi noti per la loro robustezza, tipo piselli, fave, valerianella o spinaci. Avete mai provato con cipolle invernali, aglio o scalogno? Se già si hanno piantine o bulbilli, il trapianto è possibile. Però, attenzione: spesso si sottovaluta quanto conti il microclima e la protezione fisica del terreno per far andare bene queste operazioni in inverno.
Quando e come seminare in semenzaio nel periodo freddo
Generalmente, seminare in semenzaio a dicembre richiede una certa accortezza. Le piantine novelle vogliono caldo e riparo, altrimenti non ce la fanno. Tenere un semenzaio per 3-4 mesi significa avere spazi ben attrezzati, come delle growbox o serre riscaldate: roba che non tutti hanno in casa, diciamo. Così, molti preferiscono rimandare l’inizio delle semine protette a febbraio, quando il clima diventa più docile e prevedibile.

Chi decide di seminare comunque in inverno deve fare attenzione a temperatura e luce, per non mandare in tilt le piantine delicate. Si usano spesso teli di tessuto non tessuto, che proteggono senza soffocare: mantengono un po’ di umidità e calore senza esagerare con il serramento. Metodo usato soprattutto dove il clima è più mite e il rischio di gelate di lunga durata è basso.
Un dettaglio interessante dell’inverno è come un piccolo aumento di temperatura possa fare la differenza per le piantine. Chi vive in città – magari dalle parti di Milano – nota che il calore che esce dagli edifici permette qualche semina anticipata in più, rispetto alle campagne aperte. Non è difficile capire perché dicembre non sia il momento migliore per partire con i semenzai, senza le condizioni adatte.
Le attività da svolgere nell’orto quando la semina non è possibile
Quando arriva dicembre e le gelate diventano una costante in molte zone, l’orto si ferma o rallenta drasticamente. Ma non significa che non ci sia niente da fare: si può lavorare bene preparando il terreno per la primavera. Pulire i residui delle coltivazioni passate, migliorare la struttura del suolo e aggiungere ammendanti specifici: queste operazioni facilitano la vita alle future semine e alle piante che cresceranno.
Un’altra cosa che spesso si trascura, ma che è utile, riguarda gli attrezzi. Sharpen, ripara e pulisci gli strumenti: così quando la bella stagione torna, tutto fila liscio. Una pratica banale? Forse, ma per chi coltiva con regolarità è una vera differenza.
Dicembre è anche il periodo adatto per comprare i semi per la prossima annata. La scelta va fatta con cautela, preferendo sementi biologiche e non ibride, per conservare la capacità di ricreare la specie e assicurarsi più variabilità genetica. Insomma, una strategia che guarda al futuro del raccolto, puntando su quantità e qualità .
Chi coltiva con continuità sa bene che una buona preparazione invernale è la base per un raccolto soddisfacente, anche se il clima fa un po’ quel che vuole. Ecco perché, quando fuori fa freddo e la terra è dura, conviene prendersela con calma, progettando e organizzando tutto bene – tenendo conto delle particolarità del posto e del clima locale.
