Negli spazi chiusi delle nostre città capita spesso di sentire l’aria pesante, quasi fastidiosa. E con essa arrivano sintomi come mal di testa, difficoltà a dormire o quel senso di oppressione che non ti aspetti. Sono segnali di un’aria non proprio delle migliori. Ecco perché sempre più persone s’interessano alla Sansevieria, una pianta che non serve solo a decorare: è diventata quasi una compagna di vita per chi vuole respirare meglio dentro casa o in ufficio, specie di qua dalle nostre parti – resistente e dotata di peculiarità biologiche notevoli.
La lingua che migliora l’aria dentro le mura
Chi non ha sentito parlare della Sansevieria, o “lingua di suocera”? Originaria delle zone tropicali in Africa e Asia, si è adattata a sopravvivere senza tanti problemi dove la luce scarseggia e l’acqua pure. La pianta ha foglie verticali e spesse, una linea che non è solo estetica: fa da barriera – e mica da poco – contro alcune sostanze nocive che spesso si aggirano negli ambienti chiusi. Gli studi più recenti raccontano che assorbe composti organici volatili come formaldeide, toluene e xilene. Sai, quegli inquinanti che arrivano dall’arredamento nuovo, dalle colle o dalle vernici, e che si fanno spazio soprattutto quando non cambiamo mai aria abbastanza.

Certo, la Sansevieria non è la bacchetta magica. Quanta ne metti, come arieggi, la grandezza della stanza: tutto conta. Però, dire che sia solo un complemento agli impianti tradizionali è poco. La trovi spesso negli uffici, nelle case delle nostre città. E poi, attenzione a chi compra mobili nuovi: li conosci quei fastidiosi aumenti di sostanze volatili nell’aria? La pianta non solo filtra l’aria ma agisce anche contro la polvere, e poi concede un tocco gradevole allo sguardo – notato da chi vive dove l’aria è spesso chiusa.
Come la Sansevieria agisce anche nelle ore notturne
Un dettaglio non da poco: la Sansevieria ha un metabolismo CAM che la distingue da tante piante comuni. Significa che di notte apre i suoi piccoli pori – gli stomati – per assorbire anidride carbonica e rilasciare ossigeno. Mentre tante altre fermano la fotosintesi al buio, lei continua il lavoro. La rendono perfetta per la camera da letto, a patto che non pensiamo possa sostituire la finestra aperta o un ricambio d’aria vero.
Quando d’inverno le finestre restano chiuse per non disperdere il calore, la situazione peggiora e l’aria ristagna. Allora la combinazione del “respiro” notturno della pianta e la sua capacità di assorbire tossine fa sentire l’aria più “leggera” – almeno così dicono quelli che vivono in città, in case o uffici piccoli. Importante: non si tratta di una soluzione da sola, ma di un aiuto aggiuntivo – come tanti piccoli accorgimenti per migliorare l’ambiente.
Bassa manutenzione e un aiuto concreto per ogni casa
Gran parte del suo “fascino” sta nella cura: la Sansevieria si accontenta di poco. Va bene un terreno che drena bene, un po’ d’acqua ogni tanto e una luce indiretta (che non manca in quasi tutti gli appartamenti italiani). Che tu abbia stanze ampie e luminose o angoli più bui, la pianta si adatta e va bene pure per chi non è esperto o non ha tempo da dedicare.
Le varietà ora sono tante, con foglie tanto larghe e piatte quanto sottili e cilindriche, così da inserirsi discreta ovunque – a casa o in ufficio. Un aspetto da non trascurare riguarda la sua lieve tossicità per cani e gatti: meglio tenerla lontana dalle loro zampette. Per chi vive in città con arredamenti minimalisti e cerca aria più pulita senza spendere una fortuna in tecnologie, la Sansevieria è una compagna preziosa.
Negli ultimi tempi sempre più italiani la scelgono, per migliorare la qualità dell’aria senza fatica e con poco investimento. Un gesto semplice, per alleggerire un po’ il peso di vivere in ambienti chiusi, che non guasta mai.
