Il bicarbonato per le piante: tre usi naturali per favorire una crescita rigogliosa e sana

Il bicarbonato per le piante: tre usi naturali per favorire una crescita rigogliosa e sana

Matteo Casini

Dicembre 24, 2025

Il bicarbonato di sodio spesso finisce per essere visto come un semplice alleato in cucina, ma nel giardinaggio la storia cambia un po’. Per chi ha il pollice verde su balconi o in piccoli orti, può diventare una soluzione delicata, alternativa ai soliti trattamenti chimici. Le sue qualità – diciamolo – sono utili per pulire le foglie, fronteggiare alcune malattie e persino per capire qualcosa di più sul terreno. Va però dosato con cura: usarne troppo o troppo spesso rischia solo di fare danni. La sua efficacia, infatti, dipende da come lo si combina con tecniche agronomiche più consolidate, evitando così spiacevoli sorprese o problemi.

Quando si pensa al bicarbonato nel giardino, spesso lo si associa al trattamento contro l’oidio, quel fastidioso fungo che lascia sulle foglie quella specie di “polvere bianca”. Come agisce? Cambia il pH della superficie fogliare, rendendo l’ambiente più alcalino e quindi meno ospitale per le spore del fungo. In casa si cucina così: un cucchiaino di bicarbonato sciolto in un litro d’acqua, con una spruzzata di sapone di Marsiglia liquido per far aderire meglio la soluzione alla pianta. Consiglio di partire piano, con dosi leggere, per vedere come reagiscono le piante. Un suggerimento pratico: meglio intervenire a inizio giornata o verso sera, quando il sole non picchia forte – così si evitano bruciature spiacevoli. E c’è da dire che, soprattutto nelle zone del Nord Italia come dalle parti di Milano, dove la pioggia non manca mai, la soluzione viene dilavata in fretta. Quindi, – ecco il punto – servono più applicazioni ravvicinate per tenerla efficace.

Il controllo dei parassiti senza compromettere l’ecosistema

Chi ha provato sa che il bicarbonato può anche ostacolare alcuni insetti come afidi, formiche e lumache, facendo sentire “meno a loro agio” l’ambiente intorno alle piante. Basta una piccola quantità sparsa alla base, oppure uno spray leggero con un cucchiaino di bicarbonato per litro d’acqua, – cosa semplice – per rallentare i primi segnali di infestazione. Attenzione però, non è un prodotto forte come un insetticida chimico e non dovrebbe mai essere la sola arma usata. Non dimentichiamo poi gli insetti amici, come le coccinelle o quei ragnetti che tanto aiutano a tenere a bada gli afidi. Usare bicarbonato a tappeto rischia di scombinare questo equilibrio delicato, per cui è meglio applicarlo solo dove serve davvero, controllando sempre chi vive nel nostro giardino.

Il bicarbonato per le piante: tre usi naturali per favorire una crescita rigogliosa e sana
Guanti verdi e camicia a quadri: un appassionato di giardinaggio prepara una soluzione, versando una polvere bianca in un recipiente. – biovivaiortona.it

L’aspetto poco noto è che il bicarbonato, se applicato in forma umida in eccesso, può coprire le foglie più giovani, danneggiando la loro funzione. Quando si tratta di lumache, spargere il bicarbonato secco crea una specie di barriera efficace, certo solo in spazi piccoli come aiuole o giardini urbani, ma poco pratico in orti più grandi. Il bello di questa pratica è che non si introducono sostanze tossiche nel terreno, conservando così la biodiversità locale, cosa per nulla scontata. Insomma, bisogna controllare spesso la situazione e mantenere le dosi moderate: così si tiene a bada i parassiti senza stravolgere l’equilibrio dell’ambiente verde che si cura.

Come testare e modulare il pH del terreno con strumenti casalinghi

Un utilizzo meno noto del bicarbonato arriva nel controllo del pH del terreno, un fattore chiave per la salute della pianta. Ecco un trucco semplice da fare in casa: metti un po’ di aceto su un campione di terra e se vedi effervescenza significa che ci sono carbonati – tipico di suoli piuttosto alcalini. Al contrario, spruzzando una soluzione di bicarbonato in acqua sul terreno, la formazione di bollicine indica un terreno acido. Non è una gara con i laboratori, ma un’indicazione veloce – e utile se si vuole capire qualcosa sul proprio terreno.

Quando il terreno è un po’ troppo acido, un pizzico di bicarbonato può far salire il pH, ma c’è un filino di rischio: se si esagera, si cambia la composizione chimica e si possono compromettere piante che preferiscono suoli acidi – pensiamo ad azalee, rododendri, camelie. Dato che il terreno cambia durante l’anno, direi meglio fare più test in vari punti e periodi diversi. Per chi coltiva in vaso, serve ancor più attenzione, regolando bene la quantità e osservando la risposta delle piante nelle settimane successive. Aggiungo: conservare il bicarbonato ben chiuso e asciutto aiuta a mantenere intatte le sue proprietà, così da usarlo sempre senza sprechi.

Il succo è questo: il bicarbonato è un prodotto versatile e di facile accesso per chi si dedica al giardinaggio biologico, soprattutto in città o negli orti piccoli. Usato con giudizio, può dare risultati sorprendenti nella cura delle piante, ma non è la bacchetta magica, bensì uno strumento da affiancare a buone pratiche agronomiche e, quando serve, all’aiuto di professionisti per problemi più seri.

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