La Grande Muraglia Verde della Cina: un gigante verde contro la desertificazione

Matteo Casini

Gennaio 5, 2026

Immaginate una barriera verde, estesa per migliaia di chilometri, che si erge come baluardo contro l’avanzata dei deserti. Questa non è una scena tratta da un film di fantascienza, ma la realtà di un progetto ambizioso e visionario messo in campo dalla Cina: la Grande Muraglia Verde. Iniziata nel 1978, questa iniziativa si propone di combattere la desertificazione che minaccia vasti territori del paese, in particolare vicino al deserto del Gobi.

Origini e obiettivi del progetto

La decisione di costruire la Grande Muraglia Verde è stata presa per rispondere a una crisi ambientale in crescita. Ogni anno, la Cina vedeva i suoi terreni fertili trasformarsi in deserti, con una perdita significativa non solo per l’agricoltura ma anche per le comunità locali, che si trovavano a fronteggiare tempeste di sabbia devastanti. La soluzione proposta è stata quella di piantare una vasta serie di alberi, formando una barriera naturale che potesse fermare o quantomeno rallentare l’avanzamento della desertificazione.

Il progetto, iniziato nella regione settentrionale lungo il deserto del Gobi, prevedeva originariamente la piantumazione di una striscia di verde larga fino a 15 chilometri e lunga 4.500 chilometri. L’obiettivo era di migliorare la qualità del suolo, conservare l’acqua, ridurre la sabbia e fornire legname e lavoro alle popolazioni locali. Con il tempo, l’ambizione è cresciuta e oggi il piano è quello di estendere questa barriera verde fino a coprire quasi 87 milioni di ettari entro il 2050.

Progressi e sfide

Ad oggi, la Grande Muraglia Verde ha già portato a risultati tangibili. Secondo le autorità cinesi, il progetto ha contribuito a ridurre significativamente le tempeste di sabbia in aree critiche e a migliorare la qualità del suolo e dell’aria. Tuttavia, il successo non è stato senza sfide. La scelta delle specie di alberi da piantare, ad esempio, è fondamentale: alcune possono esaurire le riserve di acqua del suolo anziché proteggerlo. Inoltre, la gestione di un progetto così vasto richiede un impegno costante e ingenti risorse finanziarie.

Allo stesso tempo, la Grande Muraglia Verde è un esempio di come le soluzioni basate sulla natura possano giocare un ruolo cruciale nella lotta contro i cambiamenti climatici e la degradazione ambientale. Le foreste piantate aiutano a catturare il carbonio atmosferico e a conservare la biodiversità, creando un habitat per molte specie che altrimenti rischierebbero l’estinzione. Questo progetto illustra anche l’importanza della pianificazione e della ricerca scientifica nella realizzazione di interventi di ingegneria ambientale su larga scala.

La Grande Muraglia Verde della Cina è quindi molto più di una semplice piantumazione di alberi: è un ambizioso esperimento di ingegneria ecologica che mira a riscrivere il rapporto tra uomo e natura. Sebbene le sfide rimangano numerose e complesse, il progetto continua a essere un punto di riferimento globale per le iniziative di rimboschimento e di lotta alla desertificazione. Una testimonianza del fatto che, con il giusto impegno e le adeguate risorse, è possibile creare oasi di verde là dove prima c’era solo deserto.

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